Amazon: la trimestrale delude e le azioni crollano in Borsa

Amazon ha deluso le aspettative nella pubblicazione dei dati del secondo trimestre 2021, l'ultimo con Jeff Bezos alla guida dell'azienda. Il colosso e-commerce ha rilasciato dei risultati molto solidi, che però sono andati al di sotto di quanto il consensus aveva pronosticato.

Questo da un lato conferma che il potere di Seattle nel periodo pandemico si accresce, dal momento che i consumatori soddisfano sempre più le loro esigenze di shopping. Da un altro lato però fa registrare un rallentamento via via che l'economia statunitense si solleva dalle sabbie mobili a cui la pandemia l'ha condotta. Le azioni in Borsa di Amazon sono crollate nell'Afterhours con perdite che sono arrivate oltre il 7%.

 

Amazon: i dati del secondo trimestre

Il secondo quarto del 2021 ha fatto rilevare vendite per 113,1 miliardi di dollari, in crescita del 27% ma inferiori ai 115,4 miliardi di dollari attesi dal mercato. L'utile è stato di 7,8 miliardi, corrispondente a 15,12 dollari per azione. In questo caso sono state battute le stime di 12,28 dollari per azione. Entrando nello specifico, vi è stato un boom delle entrate riguardante l'unità di cloud Amazon Web Service, aumentate del 37% a 14,8 miliardi di dollari, e degli introiti dalle vendite pubblicitarie, cresciute dell'87% a 7,92 miliardi.

Proprio sulla pubblicità ormai Amazon è diventata una forza dominante, appena dietro agli altri colossi come Facebook e Google. Un'altra componente importante che ha influito sugli eccellenti risultati aziendali deriva da Amazon Prime. Il servizio di intrattenimento ha tenuto banco durante la pandemia, con le persone costrette a rimanere in casa. Si conta che alla fine di giugno i membri Prime negli Stati Uniti avevano raggiunto la quota di 153 milioni di unità, in aumento del 25% rispetto al 2020.

Il declino è arrivato invece dalle vendite del negozio online di Amazon, diminuite del 16% su base annua, dopo un periodo di grande crescita. Tutto ciò nonostante l'azienda avesse anticipato la data del Prime Day, l'evento annuale di shopping che di solito ha luogo nel terzo trimestre.

Riguardo proprio il terzo trimestre, la società ha previsto entrate comprese tra 106 e 112 miliardi di dollari, mentre gli analisti avevano pronosticato un fatturato di 118,7 miliardi di dollari. L'utile del periodo luglio-settembre sarà tra i 2,5 e i 6 miliardi di dollari, più basso della stima del consensus di 8,11 miliardi.

 

Amazon: cosa è andato storto nella trimestrale

Valutati nel complesso i risultati non sono male, però gli investitori hanno trascurato EPS migliori del previsto e il grande sprint dell'attività pubblicitaria dell'azienda, nonché di Amazon Web Service. Secondo l'analista di GlobalX, Pedro Palandrani, a turbare l'umore degli operatori è stata la perdita di slancio dell'attività dell'e-commerce, come dimostrano anche le previsioni future della società. Impressione che viene confermata da parte di Ron Josey, analista di JPM Securities, secondo cui un certo rallentamento era da aspettarselo per effetto delle circostanze straordinarie dell'anno scorso.

Il futuro presenta delle incognite, come quella relativa alla pressione della Federal Trade Commission che si fa sempre più stringente. A maggio Amazon ha annunciato l'acquisizione di MGM per 8,45 miliardi di dollari per allargare il palinsesto di Prime. L'operazione è ancora al vaglio della FTA, che ha aperto un'ampia indagine sulle pratiche monopolistiche del gigante del commercio online.

Il cambio di guardia tra Jeff Bezos e Andy Jassy porrà quest'ultimo di fronte a una serie di sfide che non riguardano solo le questioni dell'Antitrust. Una mina scoppiata all'interno dell'azienda è stata la petizione dei dipendenti di Amazon Web Service, secondo cui l'unità cloud effettuava delle discriminazioni sessiste e delle minoranze in ambito lavorativo. Questo ha portato l'azienda ad avviare un'indagine interna.

 

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