Jeff Bezos: chi è l’uomo più ricco del mondo

Tutti lo conoscono come il CEO di Amazon, ma numerosi sono i suoi altri progetti. Ecco la storia dell’uomo che ha lasciato gli Hedge Funds per fondare il più importante marketplace a livello globale: Jeff Bezos.

Nato Jorgensen il 12 gennaio 1964, Jeffrey Preston Bezos è un imprenditore e filantropo statunitense, fondatore, Presidente e Amministratore delegato di Amazon, la più grande società di e-commerce al mondo. È anche il fondatore di Blue Origin, società di start up per voli spaziali e proprietario di The Washington Post. Ecco la sua storia.

 

Infanzia e studi

Jeffrey Preston Bezos nasce ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, da Jacklyn Gise, una ragazza di 17 anni che frequentava ancora le scuole superiori, e Ted Jorgensen, un ragazzo di un anno più grande. Il loro matrimonio dura poco più di un anno.

Nell'aprile 1968, quando Jeff ha quattro anni, la madre si risposa con Miguel Bezos, un cubano emigrato negli Stati Uniti a soli 16 anni. Miguel adotta Jeff il cui cognome viene poi cambiato in Bezos.

Dopo il matrimonio la famiglia si trasferisce a Houston nel Texas, dove Miguel diventa un ingegnere di Exxon. Jeff frequenta la scuola elementare River Oaks di Houston, mostrando un certo interesse per la tecnologia.

In seguito la famiglia si trasferisce a Miami, in Florida, dove Bezos frequenta il Miami Palmetta High School. Frequenta anche, presso l'Università della Florida, un corso di formazione scientifica ricevendo nel 1982 il Silver Knight Award. Nel 1986 si laurea in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Princeton.

 

Inizio carriera e lancio Amazon

Dopo la laurea Bezos inizia a lavorare a Wall Street nel settore informatico, quindi alla costruzione di una rete per il commercio internazionale di una società conosciuta come Fitel, quindi alla Bankers Trust e successivamente in uno dei più famosi hedge fund di New York, la DE Shaw & Co

Nel 1994 Bezos lascia il suo lavoro da oltre 220mila dollari annui per fondare, nel garage di casa sua a Seattle, Cadabra.com. Bezos all’epoca prevedeva di non fare profitti per i primi 4-5 anni.

L'azienda, subito ribattezzata Amazon.com dal nome del Rio delle Amazzoni, incomincia nel luglio 1995 come libreria online, offrendo una scelta di titoli maggiore rispetto a qualsiasi altro grande negozio di libri o di ditta specializzata nella vendita per corrispondenza. In pochi anni amplia il catalogo: oltre i libri, vende dvd, videogiochi, macchine fotografiche ed elettrodomestici. Allargherà negli anni la sua offerta fino ad avere un catalogo di oltre 500 milioni di articoli.

Tre anni più tardi, più precisamente il 15 maggio 1997, Amazon.com entra a Wall Street con il simbolo AMZN. Bezos, a 35 anni, è l'uomo dell'anno secondo il Time, che lo definisce “il re del cybercommerce”. Ma proprio nell’apice del suo successo, la sua società è sotto pressione. Scoppia la bolla dot com e le azioni Amazon precipitano in pochi mesi da oltre 100 a meno di 10 dollari. Per rivedere i livelli del '99 passeranno dieci anni.

Da allora, però, la scalata è stata inarrestabile. Nel novembre 2005 Amazon entra nell'indice S&P 500, sostituendo la compagnia telefonica statunitense AT&T. Da quell’anno Amazon cresce sempre di più, fornendo agli utenti numerosi servizi integrati. Nel 2005 nasce Amazon Prime, un servizio premium di consegna a pagamento. Nel 2006 Amazon Fresh, per la consegna a domicilio di prodotti alimentari.

L’anno seguente crea Kindle, il lettore di ebook che nel 2011, si evolverà in Kindle Fire, un tablet concorrente all'iPad di Apple. Nel 2010 nasce Amazon Studios, investendo più di 4,5 miliardi di dollari per produrre film e telefim. Risultati: nel 2015 un Golden Globe per la serie tv Transparent, nel 2017 due Oscar con il film Manchester by the sea. L'anno dopo Amazon Instant Video per film on demand in streaming.

Nel novembre 2014 lancia Amazon Echo, brand di speakers a comando vocale con un assistente virtuale integrato. In precedenza, sempre nel 2014, aveva lanciato Fire Phone, smartphone con cui Amazon sarebbe dovuta entrare con forza nel settore della telefonia mobile. Tuttavia il cellulare si rivelò un fallimento e la compagnia interruppe la sua produzione già ad ottobre, dichiarando di avere ancora una quantità di tali dispositivi non venduti dal valore di oltre 80 milioni di dollari.

Nel 2016 sperimenta Amazon Prime Air, un servizio di spedizioni con droni. Nel 2018 sperimenta a Seattle il primo supermercato completamente automatizzato, Amazon Go.

 

Altri progetti e attività di Bezos

Nel 2000 fonda Blue Origin, società di start up per voli spaziali umani. Un'operazione tenuta segreta fino al 2006 quando acquista molti terreni nel Texas occidentale per costruirvi un impianto di lancio e test. Nel novembre 2015 il veicolo spaziale Shepard di Blue Origin vola con successo nello spazio raggiungendo la quota prevista di 100 km di distanza prima di eseguire un atterraggio verticale presso il sito di lancio.

Bezos pensa di creare un insediamento umano perenne sulla Luna. La sua idea è quella di fornire entro il 2025 i mezzi necessari per il trasporto di mezzi e uomini sul satellite in modo che qualcun altro possa poi trasferire sulla Luna l'industria pesante, trasformando così la Terra in un luogo esclusivamente residenziale e lasciandovi l'industria leggera.

Nell'ottobre 2013 Bezos compra dalla Graham, per 250 milioni di dollari, il Washington Post, il quotidiano che ha segnato la storia degli Stati Uniti. L’accordo ha segnato la fine del regno di quattro generazioni su The Post Co. da parte della famiglia Graham, che comprendeva Donald E. Graham, presidente e amministratore delegato della società, e sua nipote, l’editore Katharine Weymouth.

Nel 2016, per il secondo anno consecutivo, il quotidiano è tornato in utile: guadagna con gli abbonamenti e progetta un'ulteriore espansione. Nel 2017, in qualità di editore del giornale, ha partecipato alla conferenza “The future of newspaper”, organizzata da John Elkann a Torino.

Bezos effettua investimenti attraverso una sua società di venture capital, Bezos Expeditions. È stato uno dei primi azionisti di Google quando nel 1998 vi ha investito 250 mila dollari. Con quell'investimento ha acquisito più di 3 milioni di azioni Google che nel 2017 hanno avuto un valore di 3,1 miliardi di dollari.

Nel giugno 2017 rileva per 14 miliardi di dollari Whole Foods Market, una catena di supermercati fondata nel 1978 ad Austin, in Texas, famosa nel mondo anglosassone per il cibo biologico e i prodotti freschi, con 460 negozi sparsi negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito.

Il 28 giugno 2018 rileva per circa 1 miliardo di dollari la farmacia americana online PillPack, specializzata nel preparare in maniera personalizzata le medicine che richiedono la ricetta e spedirle a domicilio. Già in passato Bezos investì in Unity Biotechnology, una società di ricerca sull'estensione della vita con la speranza di rallentare o fermare il processo di invecchiamento, Grail, Juno Therapeutics e ZocDoc.

Nel gennaio 2018 la Amazon di Bezos è coinvolta con la holding Berkshire Hathaway di Warren Buffett e la banca d’affari JP Morgan Chase in un nuovo servizio di assistenza sanitaria riservato per il momento ai dipendenti delle tre società.

 

Vita privata e filantropia

Nel 1993 Bezos si sposa con MacKenzie Tuttle, conosciuta l'anno prima negli uffici di New York della DE Shaw & Co. La coppia vive a Seattle e ha quattro figli, di cui uno adottato in Cina. Nel gennaio 2019, dopo 26 anni di matrimonio, l'annuncio del divorzio. L'accordo è raggiunto ai primi di aprile del 2019: Jeff Bezos versa alla moglie 36 miliardi di dollari, che la rendono, secondo Forbes, la terza donna più ricca al mondo e fanno del divorzio il più costoso della storia.

Secondo Forbes, ad agosto 2020 è la persona più ricca del mondo con un patrimonio stimato di 192,1 miliardi di dollari che ne fanno l'uomo più ricco dell'età contemporanea.

Numerose le sue donazioni ad organizzazioni no-profit: Bezos sostiene i suoi sforzi filantropici attraverso donazioni dirette, progetti no-profit finanziati da Bezos Expeditions e altre organizzazioni caritatevoli.

Attraverso Bezos Expeditions ha finanziato il Bezos Center for Innovation al Museo di storia e industria di Seattle per 10 milioni di dollari e Bezos Center for Neural Circuit Dynamics al Princeton Neuroscience Institute per 15 milioni di dollari.

Ha donato più volte al Fred Hutchinson Cancer Research Center: 10 milioni di dollari nel 2009, 20 milioni nel 2010, 15 milioni nel 2011 e 35 milioni nel 2017. Ha anche donato 800 mila dollari a Worldreader, un non-profit, fondato da un ex dipendente di Amazon.

Nel 2015 ha finanziato il recupero di due motori F-1 Rocketdyne Saturn V del primo stadio dal fondo dell'Oceano Atlantico. Sono stati identificati come appartenenti allo stadio S-1C della missione Apollo 11 del luglio 1969. Il motore è in mostra al Museo del Volo di Seattle.

Il 23 maggio 2017 ha donato 1 milione di dollari al Reporters Committee for Freedom of the Press, il comitato che fornisce servizi legali pro bono per proteggere i diritti dei giornalisti americani.

Nel gennaio 2018 ha donato 33 milioni di dollari a TheDream.US, un fondo per borse di studio a favore di immigrati privi di documenti portati negli Stati Uniti quando erano minorenni.

Nel giugno 2018 Bezos ha anche elargito una somma a "Breakthrough Energy Coalition" di Bill Gates, una coalizione filantropica privata volta a promuovere l'energia senza emissioni.

Un’altra curiosità: nel 2016 Bezos ha interpretato un ufficiale della Flotta Stellare nel film Star Trek Beyond. In seguito è entrato a far parte del cast e della troupe in una proiezione del San Diego Comic-Con International.

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