Petrolio: trader in focus dopo attacco hacker Colonial Pipeline

In questa prima seduta di contrattazioni della settimana trader e investitori presteranno molta attenzione ai prezzi del petrolio, dopo che venerdì scorso un attacco informatico ha messo ko Colonial Pipeline Co., la società che gestisce il più grande sistema di condutture negli Stati Uniti. Vediamo i dettagli e come operare sul petrolio WTI.

 

Attacco hacker mette ko Colonial Pipeline, occhi sul petrolio

Colonial Pipeline gestisce il sistema di condutture da 5.500 miglia che trasporta il carburante dalle raffinerie della costa del Golfo all'area metropolitana di New York. Il gasdotto trasporta più di 100 milioni di galloni al giorno, circa il 45% del carburante consumato sulla costa orientale, secondo il sito web dell'azienda. L’azienda fornisce combustibili tra cui benzina, diesel, carburante per aviogetti e olio da riscaldamento e serve le strutture militari USA.

Secondo Colonial, l'attacco ha coinvolto un ransomware, in sostanza un utente malintenzionato prende il controllo dei sistemi informatici per chiedere un compenso. Tuttavia, la società non ha detto cosa è stato richiesto, chi ha fatto la richiesta o se è stato pagato un riscatto.

L'FBI, il Dipartimento dell'Energia (DOE) e la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) hanno dichiarato che stanno lavorando in collaborazione con Colonial Pipeline per andare a fondo sulla vicenda.

Un portavoce del DOE ha detto a FOX Business che il dipartimento "sta monitorando qualsiasi potenziale impatto sull'approvvigionamento energetico". FireEye Inc., una società di sicurezza informatica con sede negli Stati Uniti, sta anche indagando sull'attacco, secondo persone vicine alla vicenda.

Una fonte vicina alle indagini ha detto all'Associated Press che il team dietro il ransomware DarkSide era responsabile dell'attacco. Il gruppo di hacker che si cela dietro Darkside hanno "professionalizzato" un'industria criminale che negli ultimi tre anni è costata alle nazioni occidentali decine di miliardi di dollari di perdite.

Il team afferma di non attaccare obiettivi medici, educativi o governativi - solo grandi aziende - e che dona una parte del suo introito in beneficenza, è anche noto per evitare di prendere di mira le organizzazioni nelle nazioni dell'ex blocco sovietico.

Ieri il segretario al commercio Gina Raimondo ha affermato che la riparazione del gasdotto era una priorità assoluta per l'amministrazione Biden e Washington stava lavorando per evitare interruzioni più gravi della fornitura di carburante aiutando Colonial a riavviare il più rapidamente possibile la sua rete di gasdotti.

Il presidente USA è ha dichiarato lo stato di emergenza, per far sì che vengano attivate alcune misure come il trasporto stradale del carburante e l’estensione agli autotrasportatori americani delle ore di lavoro giornaliere, per consentire una consegna più veloce delle riforniture. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sul petrolio WTI.

 

Materie prime, petrolio WTI: l’analisi tecnica

Le quotazioni del petrolio WTI continuano a mostrare segnali di forza e si riportano al di sopra del livello tondo e psicologico dei 65 dollari al barile.

La struttura tecnica rimane  fortemente orientata al rialzo mentre i corsi rimangono al di sopra sia della trendline di breve termine che conta la serie di minimi crescenti che si sono sviluppati dal 5 aprile scorso sia di quella di lungo termine che collega i minimi di aprile e ottobre 2020, ora transitante a 59,87 dollari.

La tendenza di più lungo termine rimane ancora positiva, almeno fino a quando non sarà violata con forza l’area di concentrazione di domanda compresa tra i 57,64 e i 58 dollari al barile. Per quanto riguarda l’operatività, strategie long potrebbero essere implementate con un ritorno (e conseguente segnale di forza) a 63,80 dollari.

In questo caso l’obiettivo dei compratori è posto sull’area di massimi a 67,30 dollari, top registrati nella seduta del 7 marzo scorso. Dalla stessa area, in caso di segnali di debolezza, i corsi potrebbero evidenziare una figura di doppio massimo, la cui neckline è identificata nel supporto chiave a 57,64 dollari. Vediamo ora la strategia e i livelli nel dettaglio.

 

Materie prime, petrolio WTI: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

A livello operativo, si potrebbero valutare strategie long da 63,80 dollari. Lo stop loss potrebbe essere localizzato a 63,00 dollari, mentre il target a 67,30 dollari.

Per questo tipo di operatività si presta il Certificato Turbo24 Long di IG con ISIN DE000A22RFE4, leva 10 e prezzo ask a 6,953 euro. Con il Turbo Calculator vediamo i livelli corrispondenti sul Certificate: prezzo di entrata a 5,368 euro, stop loss a 4,568 euro e target a 8,868 euro. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo che:

 

  • 1 Turbo24 = 0,01 euro a punto
  • 10 Turbo24 = 0,10 euro a punto
  • 100 Turbo24 = 1 euro a punto
  • 1.000 Turbo24 = 10 euro a punto

 

Ad esempio, pensiamo di comprare 100 pezzi del Certificato Turbo24 con ISIN DE000A22RFE4 per un controvalore di 698,80 euro. Se il nostro target venisse raggiunto potremo vendere i prodotti incassando 886,80 euro. Se invece dovesse essere raggiunto lo stop loss si avrebbe la possibilità di vendere i Certificate a 456,80 euro.

L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché accada ciò le quotazioni del petrolio WTI dovranno raggiungere i 58,6821 dollari, dove si trova il Knock-Out del Certificate.

 

 

 


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