USD/CHF ed EUR/CHF: come operare dopo l'aumento dei tassi della SNB?

Alla fine anche la Banca centrale svizzera ha alzato i tassi di interesse e sorprendendo i mercati. Personalmente l’interesse per il franco svizzero era stato esplicitato il mese scorso in un articolo dedicato a USD/CHF, dove si evidenziava come “a dispetto di quello che pensano gli speculatori andare lunghi di franco svizzero rimane in questo momento una delle mie strategie preferite”.

Diversi i motivi che mi avevano spinto ad espormi in quel modo. L’analisi tecnica, la stagionalità favorevole, il sentiment troppo negativo verso il cambio, segnali concentrati in un periodo ristretto. Dopo qualche settimana passata ad indugiare sulle resistenza, la Swiss National Bank ha dato seguito ai segnali grafici.

 

SNB: ecco cosa indica l'aumento dei tassi

Il rialzo di 50 punti base ha portato i tassi di interesse al -0,25%, ancora negativi ma le attese sono per nuovi aumenti nel corso dell’estate. Fino a quando i capitali per il semplice effetto di una fuga dal rischio, arrivavano naturalmente verso gli asset svizzeri, la Banca centrale lasciava fare. Il franco forte contribuiva a tenere a bada l’inflazione.

Negli ultimi tempi però l’aggressività della Fed sui tassi e i propositi di rialzo della BCE avevano indebolito il franco, tornato a livelli di resistenza critici contro euro e dollaro. Non appena EUR/CHF ha mostrato qualche velleità rialzista, la SNB non ci ha  pensato due volte a lasciare all'Eurotower il triste primato di istituto centrale con i tassi più negativi al mondo. L'indice dei prezzi al consumo non deve prendere piede in Svizzera e quindi l'aumento del costo del denaro indirettamente vuole dirci che la divisas elvetica può rafforzarsi senza correre pericoli di intervento della SNB sul mercato Forex.  Una notizia inaspettata che i mercati hanno immediatamente assimilato.

 

USD/CHF ed EUR/CHF: analisi tecnica e livelli trading

Graficamente il quadro appare chiaro sia per USD/CHF che per EUR/CHF. Per il primo, il muro della parità ha tenuto alla grande confermando questo livello non solo come importante dal punto di vista psicologico, ma anche tecnico. In zona 0,955 si trova il minimo intermedio tra i massimi di maggio e giugno: una rottura verso il basso aprirebbe le porte ad una flessione verso 0,90/0,91.

Andando su EUR/CHF il quadro non cambia, con il livello di ideale intervento della SNB per indebolire il franco svizzero che a questo punto potrebbe vacillare. Qui il doppio massimo a 1,05 sembrerebbe essere già stato formalizzato con la violazione di 1,02 grazie alla lunga candela discendente di giovedì. Obiettivo della figura è 0,99, dove ritroviamo il minimo di marzo. Con la differenza però che la Banca centrale questa volta potrebbe dare via libera ad un ulteriore rafforzamento del CHF.

 

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