FED: Powell colomba ma con un occhio a settembre e al tapering

La Federal Reserve prepara il terreno per il tapering. Alla fine dei 2 giorni di riunione del Comitato per la politica monetaria il messaggio è chiaro: le misure di stimolo fornite all'economia hanno prodotto dei risultati incoraggianti verso gli obiettivi preposti. Nella conferenza stampa virtuale, Jerome Powell ha precisato che gli acquisti dei 120 miliardi di dollari al mese in titoli di Stato americani proseguiranno fino a quando non si vedranno ulteriori progressi sostanziali.

Traducendo il messaggio, una stretta potrebbe arrivare prima della fine dell'anno e nelle prossime riunioni della Banca Centrale del 21-22 settembre e del 2-3 novembre dovrebbero giungere delle novità importanti. I tassi d'interesse invece rimarranno vicini allo zero per il momento, in quanto non rientra nelle considerazioni dell'istituto di Washington adottare questa misura prima della data stabilita.

La reazione dei mercati è stata tutto sommato sobria, con l'indice S&P 500 che ha chiuso in leggero territorio negativo (-0,02%) a poco più di 4.400 punti, mentre i rendimenti dei Treasury Bond USA a 10 anni sono saliti fino all'1,263%. I mercati degli altri continenti sono in rialzo, con Tokyo che ha terminato la seduta a +0,73% e gli indici cinesi che sono rimbalzati decisamente dopo le vendite dei giorni scorsi. Anche l'Europa stamane ha aperto le contrattazioni all'insegna del segno verde.

 

FED: cosa ha detto Powell in conferenza stampa

Il numero uno della FED si mostra quindi ottimista e rassicurante, citando i progressi fatti dell'economia grazie al tasso elevato di vaccinazioni e sul fronte occupazionale con i posti di lavoro in graduale aumento. Powell tuttavia ha precisato che prima di ridurre il ritmo degli acquisti è necessario che le aziende incrementino ancora il numero delle assunzioni. Quanto alla variante Delta che sta minacciando la ripresa economica, il Governatore ha attenuato l'incidenza effettiva sull'economia, rimarcando il fatto che il nuovo ceppo potrebbe condizionare seriamente la salute pubblica e spingere ancora di più le persone a vaccinarsi.

Alla luce di tutto ciò, la FED difficilmente estenderà il piano di sostegno monetario rispetto allo scorso anno e i funzionari stanno studiando una soluzione per capire come e quando avviare il tapering. Powell ha aggiunto che probabilmente le obbligazioni ipotecarie saranno ridotte più velocemente rispetto ai titoli di Stato.

Per quanto riguarda l'inflazione, Il 68enne di Washingtonnon non si è spostato dalla sua posizione secondo la quale la crescita dei prezzi sarà solo un fenomeno temporaneo, dettato soprattutto dalla catena di approvvigionamento che ha spinto in alto il costo delle materie prime e ovviamente dalla riapertura delle attività economiche. Ricordiamo che a giugno l'inflazione è cresciuta del 5,4% su base annuale, come non si vedeva dal 2008, facendo registrare il terzo mese consecutivo in aumento.

Jerome Powell non esclude del tutto però che ci possa essere il rischio che l'inflazione sia più persistente del previsto; questo metterebbe la Banca Centrale nelle condizioni di dover aumentare il costo del denaro per placare il surriscaldamento dell'economia. Allo stato attuale gli investitori sono più preoccupati per la crescita che per l'inflazione come dimostra l'aumento negli ultimi mesi dei prezzi dei titoli di Stato, con la conseguente riduzione dei rendimenti.

 

Riunione FED: il commento degli analisti

Nathan Sheets, analista presso PGIM Fixed Income ed ex economista della FED, ritiene che all'interno dell'istituto in questo momento esista una spaccatura tra chi scalpita per iniziare il tapering per la paura che la crescita dei prezzi sia più duratura di quanto pronosticato e chi vorrebbe procedere con cautela per il timore di lanciare un messaggio sbagliato agli investitori. Secondo l'esperto, l'inflazione tornerà un obiettivo della Banca Centrale americana entro la fine del 2022, fermo restando che la stretta sugli acquisti di bond potrebbe essere rallentata con tassi così favorevoli.

A giudizio di Diane Swonk, capo economista della società di contabilità Grant Thornton, Powell ha un ruolo molto delicato perché da un lato vorrebbe eseguire il tapering entro la fine dell'anno nel frattempo che si convive con il virus, dall'altro vorrebbe evitare di dare qualche segnale che innervosisca il mercato. Qui emerge tutta l'autorevolezza del personaggio.

Filippo Diodovich, Senior Strategist di IG Italia, ha affermato che in realtà Powell mantiene una posizione accomodante aspettando ancora l'evolversi della situazione economica. Ciò nonostante, il Governatore della FED potrebbe ben presto annunciare una stretta monetaria, la quale arriverebbe nel meeting del 21-22 settembre. In quel contesto infatti saranno anche pubblicate le nuove stime su PIL, inflazione e posti di lavoro, quindi si avrà presumibilmente un quadro più nitido della situazione.

 

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