Euro digitale: origine, cosa è e come funziona

Ci siamo quasi per l’euro digitale, scopriamo cosa è e a cosa servirà. L’euro digitale si affiancherà al contante, senza sostituirlo: la moneta emessa dalla Banca centrale europea in forma elettronica consentirà ai cittadini e le imprese di effettuare pagamenti in modo rapido e sicuro, senza più bisogno di ricorrere al cash, dunque alle banconote.

Fabio Panetta, membro del Consiglio direttivo BCE, in un’intervista a Der Spiegel, ha spiegato che l’euro digitale, diventerà una realtà entro i prossimi cinque anni. Negli ultimi giorni, sono state numerose le conferme che indicano la partenza delle prime sperimentazioni della moneta elettronica di Francoforte. Vediamo di cosa si tratta ne dettaglio.

 

Euro digitale: che cosa è e come funziona

Come accennato, l’euro digitale sarà emesso dalla Banca centrale europea, ogni euro digitale avrà lo stesso valore di un euro fisico. Proprio questa è l’importante differenza che lo distinguerà da Bitcoin, Ether e altre criptovalute. Questa nuova valuta emessa dall’istituto di Francoforte sarebbe solo un “mezzo di pagamento, non una forma di investimento che compete con altri strumenti finanziari”.

In questa nuova epoca un euro digitale garantirebbe che i cittadini dell’area dell’euro possano continuare ad avere accesso gratuito a un mezzo di pagamento semplice, universalmente accettato, sicuro e affidabile. L’euro digitale sarebbe come le banconote, ma in forma digitale: una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema accessibile a tutti, cittadini e imprese. Un euro digitale affiancherebbe il contante senza sostituirlo.


Euro digitale: vantaggi e rischi

Tra i vantaggi di questa valuta digitale targata BCE spicca il fatto che essendo emessa da una banca non dovrebbe subire le oscillazioni legate alla blockchain come invece si verifica per le criptovalute più famose, che vengono scambiate senza l’ausilio di istituti finanziari.

Tutte le criptovalute, infatti, si basano su un sistema decentralizzato: servendosi di tecnologie peer-to-peer, vengono minate sfuggendo a ogni tipo di regolazione superiore. Questo, tuttavia, ne comporta una fortissima volatilità. Lo stesso discorso non vale invece per l’euro digitale che sarà centralizzato al 100%.

Questa nuova valuta digitale renderebbe i pagamenti di tutti i giorni più rapidi, semplici e sicuri, spiega la Banca centrale sul suo sito. Potrebbe sostenere la digitalizzazione dell’economia europea e incoraggiare attivamente l’innovazione nei pagamenti al dettaglio.

Inoltre per detenere euro digitale non sarà necessario disporre di alcun conto corrente. Con tutta probabilità sarà sufficiente avere un wallet digitale, non dissimile da quello delle criptovalute e “al contrario dei soggetti che emettono stablecoin” la BCE non avrebbe l’obiettivo di ricevere depositi di euro in cambio di moneta digitale e, pertanto, limiterebbe la quantità di euro digitali di cui un singolo soggetto può entrare in possesso, si parla di 3.000 euro circa.

l rischio più grande riguarda le banche commerciali. Se molte persone decidono nello stesso momento di sostituire i propri conti correnti nelle banche presso un conto di Euro Digitali, le banche commerciali potrebbero essere soggette a diverse problematiche, come una diminuzione della liquidità e delle risorse. Un altro problema è quello legato alle attività illecite. La BCE vuole garantire la non tracciabilità dei pagamenti in Euro Digitale, per tutelare la privacy degli utilizzatori, ma questo potrebbe renderlo appetibile alla criminalità. A questi problemi la BCE sta cercando delle soluzioni.

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