Certificati: investire su Stellantis dopo i risultati semestrali

Di recente Stellantis ha pubblicato i risultati del 1° semestre 2022. Nel periodo, la società ha registrato ricavi per 87,999 miliardi di euro ed EPS adjusted per 2,54 euro. Queste rilevazioni hanno superato le attese degli analisti censiti da Bloomberg, che si attendevano rispettivamente 83,56 miliardi di euro e 2,16 euro. Interessante guardare alle vendite di veicoli elettrici, cresciute del 50% su base annua a 136mila unità.

Le vendite di auto a livello europeo sono però in difficoltà: i dati Acea a giugno mostrano come le nuove registrazioni di veicoli nel Vecchio Continente siano state 887mila unità, un trend in crescita rispetto alle 623mila unità di agosto 2021 ma ancora in calo su base annuale (-15,36%). Negli USA, i dati di WARD’s Automotive Group evidenziano come le vendite di veicoli sono state di 13 milioni di unità, il 15,36% a/a.

Le vendite di veicoli rimangono ancora deboli, specialmente a causa dell’inflazione elevata in tutto il mondo e delle problematiche alle catene di approvvigionamento. Su quest’ultima problematica tuttavia, nei report trimestrali di diverse aziende del comparto automotive, viene messo in luce come queste siano in via di risoluzione.

Facendo un focus sull’Europa, è interessante osservare come delle 8 aziende dello STOXX 600 Automobiles & Parts che hanno pubblicato i risultati del 2° trimestre 2022, il 62% ha superato le attese degli analisti sui ricavi, mentre il 37% ha fatto meglio delle stime sugli utili. Tornando a Stellantis, dei 31 analisti censiti da Bloomberg che seguono il titolo, il 24 forniscono un giudizio “buy”, 6 “hold” e 1 “sell”. Il prezzo obiettivo medio a 12 mesi è di 21,84 euro: oltre il 50% in più rispetto alle quotazioni attuali. Secondo le stime di Tikr, i ricavi del colosso automotive dovrebbero passare dai 152,12 miliardi di dollari del 2021 a 190,27 miliardi nel 2027. Vediamo cosa dice ora l’analisi tecnica sulle azioni Stellantis.

 

Stellantis: l’analisi tecnica

Da un punto di vista grafico, le azioni Stellantis sono riuscite a rimbalzare dall’area degli 11 euro, minimi da novembre 2020. La fase ascendente che si è sviluppata da tale area ha permesso ai compratori di riportarsi al di sopra della resistenza di area 13,60 euro, dove passa la linea di tendenza ottenuta collegando i massimi di marzo e maggio 2022.

La rottura di tale intorno può essere interpretata positivamente e potrebbe riportare i corsi verso il successivo ostacolo posto in zona 15 euro, espresso dai top di aprile 2019. Per tornare in vantaggio, i venditori dovrebbero riuscire a riportarsi sotto i 12 euro. Se ciò dovesse accadere, i prezzi avrebbero la possibilità di tornare nei pressi della zona compresa tra gli 11 e i 10 euro.

 

Stellantis: ecco come investire con i Certificati

Gli investitori che vorrebbero investire su Stellantis cercando un maggiore livello di protezione potrebbero guardare al Certificato Step-Down Cash Collect di UniCredit con ISIN DE000HB8KNW8, quotato sul mercato SeDeX di Borsa Italiana dal 18 luglio 2022 ad un prezzo di 100 euro. Questo prodotto permette di ottenere una cedola trimestrale di 2,85 euro (11,4% lordo p.a.) se, alle date di valutazione periodiche, il prezzo delle azioni Stellantis è pari o superiore alla Barriera, posta al 60% dello Strike Iniziale. Due le opzioni che caratterizzano la struttura di questo strumento:

 

  • Effetto Memoria: consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati nella prima data di valutazione dove le condizioni per il pagamento del premio vengano soddisfatte;
  • Opzione Autocallable: a partire dal 19 gennaio 2023, alle date di valutazione trimestrali previste il Certificato può scadere anticipatamente a patto che alla relativa Data di Osservazione il prezzo di tutti i sottostanti del paniere sia pari o superiore a quello del Livello di Autocall, inizialmente posto al 100% dello Strike Iniziale. Da segnalare come, grazie al meccanismo Step-Down, ogni sei mesi il livello di rimborso anticipato si abbassi di 5 punti percentuali fino ad arrivare all’80% ad aprile 2025.

 

Per il sottostante del Certificato dunque, i livelli da monitorare sono i seguenti: Valore Iniziale, Strike e 1° Livello Autocall a 12,254 euro; 2° Livello Autocall a 11,6413 euro; 3° Livello Autocall a 11,0286 euro; 4° Livello Autocall a 10,4159 euro; 5° Livello Autocall a 9,8032 euro; Barriera a scadenza a 7,3524 euro.

Alla scadenza fissata per il 17 luglio 2025 si potranno verificare due scenari:

 

  1. Se il prezzo del sottostante è pari o superiore alla Barriera, il Certificato rimborserà il Valore Nominale di 100 euro, il premio del periodo e quelli eventualmente non pagati in precedenza;
  2. Se il prezzo del sottostante è inferiore alla Barriera, il Certificato rimborserà un valore commisurato alla relativa performance.

 

La valutazione dell’Ufficio Studi di Investire.biz

Il Certificato appena descritto è interessante soprattutto per l’ampio livello di protezione che offre. La Barriera è posta infatti poco sopra i minimi segnati con il crollo del 2020. Oltre a questo, i rischi vengono ulteriormente ridotti grazie al meccanismo Step-Down dell’Opzione Autocallable. Al momento, il Certificate quota sopra la pari ed eventuali correzioni potrebbero essere sfruttate dagli investitori per ottenere un extra rendimento offerto dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di potenziale rimborso a scadenza di 100 euro.

 

 

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