Con Bitcoin in rally scocca l'ora di Coinbase a Wall Street

La temperatura del mercato ha raggiunto livelli massimi. Bitcoin ha sfondato di netto quota 64.000 dollari e gli investitori sono in trepidante attesa per la quotazione di Coinbase, che tra poche ore approderà al NASDAQ.

Sembra ormai evidente che i due eventi siano assolutamente collegati. Attualmente il più grande Exchange del Mondo sta alimentando la corsa inarrestabile di tutte le principali criptovalute e un eventuale grande successo dopo il primo giorno di negoziazione sdoganerebbe forse definitivamente le monete virtuali.

 

Bitcoin: nuovi record ma vecchi rischi

A questo punto dove potrebbe arrivare Bitcoin? La soglia psicologica di 100.000 dollari potrebbe essere agguantata addirittura molto prima di quanto si prevedeva? In questo momento la capitalizzazione complessiva delle criptovalute ha raggiunto 2.000 miliardi di dollari e anche gli investitori istituzionali hanno rotto gli indugi e si sono uniti al coro per dare un pò di sprint al proprio portafoglio in un contesto di rendimenti bassi.

Secondo molti analisti, la principale criptovaluta è uscita da uno stretto range che è durato qualche settimana in cui si sono viste delle prese di profitto e ora sembra abbia ingranato un cambio di marcia che la porterà lontano. Tuttavia, c'è chi mette in luce alcuni rischi che non dovrebbero essere sottovalutati.

Ad esempio per Bank of America l'aumento vertiginoso delle quotazioni di Bitcoin hanno fatto entrate l'asset in un territorio di bolla e il trend potrebbe invertire bruscamente da un giorno all'altro. La bolla potrebbe scoppiare perché, come sostiene Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote, gli investitori prima o poi si renderanno conto che Bitcoin fungerà da copertura di portafoglio, ma non sarà essenziale per l'esistenza di tutte le altre divise digitali. 

Intanto emerge un altro problema legato all'ambiente. Da un rapporto recente di Citigroup è risultato che estrarre Bitcoin consuma 66 volte più elettricità rispetto al 2015. Questo significa che le emissioni di sostanze inquinanti aumenteranno e saranno sempre più sottoposte al controllo delle Autorità.

 

Coinbase: vanno comprate le azioni oggi?

Tutte queste valide considerazioni si scontrano però in questo momento con un mercato sordo che sta fremendo per l'arrivo sul mercato borsistico di Coinbase. Fondata nel 2012 da Brian Armstrong e Fred Ehrsam, l'azienda può contare su un bacino di utenza di 56 milioni di unità e una stima di 223 miliardi di asset nella sua piattaforma, che corrispondono all'11,3% della quota di mercato delle criptovalute.

I risultati finanziari della società sono stati eccezionali negli ultimi anni, parallelamente alla crescita delle criptovalute. Questo per gli azionisti e gli amministratori ha significato importanti benefici a livello monetario. Ad agosto 2020 il CdA ha assegnato al fondatore e Amministratore Delegato Brian Armstrong delle stock option legate alle performance dell'azienda.

Ogni premio ha un prezzo d'esercizio di 23,46 dollari per azione e comprende opzioni su azioni con scadenza 10 anni relativi all'acquisto di quasi 9,3 milioni di sottostanti di Classe A, pari al 3,8% del totale delle azioni emesse. In base ai documenti depositati presso la SEC, Armstrong detiene 39,6 milioni di azioni Coinbase tra partecipazioni di Classe A e B. Questo vuol dire che, con un prezzo medio delle azioni di 343 dollari, il numero uno della società avrebbe un patrimonio netto di quasi 14 miliardi di dollari.

Numeri che fanno impressione e che ingolosiscono gli investitori, i quali in questo momento si chiedono non tanto se investire o meno in Coinbase, ma quante azioni comprare. Alcuni istituzionali però hanno espresso cautela riguardo le prospettive nel lungo periodo della società e in genere di tutto il settore delle criptovalute.

Uno di questi è il gestore patrimoniale svizzero Unigestion che si è mostrato diffidente di fronte a tutto questo clamore, precisando che non avrebbe acquistato le azioni. Secondo l'istituto, gli hedge fund e i grandi investitori entreranno pesantemente sul mercato in questa prima fase facendone salire le quotazioni con ogni probabilità. Alla lunga però questo non è un segnale positivo, in quanto il mercato potrebbe realizzare che le valutazioni sono state esagerate.

 

 

 

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