UniCredit: oggi in Borsa azioni alla prova conti e MPS

Il dossier Banca Monte dei Paschi di Siena potrebbe essere prossimo alla conclusione. UniCredit e il principale azionista dell’istituto senese, il MEF, hanno approvato i presupposti per una potenziale fusione tra la banca di Piazza Gae Aulenti e le attività commerciali di MPS. L’operazione verrebbe effettuata dopo aver definito un perimetro selezionato e delle misure adeguate di mitigazione dei rischi.

Diversi i presupposti che dovranno essere soddisfatti per verificare la fattibilità dell’operazione, tra cui: la neutralità rispetto alla posizione di capitale del gruppo su base pro forma, l’accrescimento significativo dell’utile per azione, l’esclusione da contenziosi straordinari al di fuori dell’attività bancaria, l’esclusione dei crediti deteriorati e la copertura di altri rischi di credito identificati anche dopo la due diligence, la gestione del personale in funzione del compendio inerente all' esercizio delle attività commerciali.

Intanto dopo volano le azioni UniCredit a Piazza Affari, che poco dopo l'apertura di Piazza Affari segnano un +5,22%, passando di mano a 10,34 euro. 

Fusione UniCredit-MPS: le sinergie

La fusione tra UniCredit e MPS permetterebbe di rafforzare il gruppo nel Centro-Nord Italia, dove la banca senese ha il 77% degli sportelli. La crescita della quota di mercato in Toscana sarebbe del 17%, del 4% in Lombardia ed Emilia Romagna e dell’8% in Veneto. L’operazione implica 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi, 62 miliardi di masse gestite e 42 miliardi in amministrazione.

L’operazione permetterebbe inoltre di incrementare in maniera rilevante la profittabilità prospettica, preservando la posizione di capitale e migliorando la qualità dell’attivo e il profilo di rischio su base pro forma. Da segnalare infine come la banca guidata da Andrea Orcel concorderà con MPS l’accesso a una data room dedicata per le attività di due diligence.

 

UniCredit: i conti del 2° trimestre del 2021

UniCredit oggi è sotto i riflettori: oltre alle notizie di M&A, l’istituto di credito ha pubblicato i conti del 2° trimestre 2021. La banca ha reso noto di aver registrato un utile netto contabile per 1,034 miliardi di euro e ricavi per 4,4 miliardi di euro. Entrambi i dati sono stati superiori al consensus della banca che si attendeva misurazioni a 736 milioni di euro e 4,25 miliardi di euro.

L’utile netto sottostante, base per le politiche di distribuzione del capitale è pari a 1,1 miliardi di euro. La spinta sul fatturato, cresciuto del 5,5% su base annua, è stata data dall’incremento del 21% delle commissioni e del 19,1% sui proventi da negoziazione. Il Cet1 fully loaded si è attestato al 15,5%, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale dei crediti è al 4,7%, le sofferenze sono scese del 34% su base annuale, mentre le inadempienze probabile sono salite del 12,1%.

Lato dividendi, UniCredit ha confermato la politica di distribuzione (tramite cedole e buyback) con un payout del 50% sull’utile netto sottostante. Per l’intero anno UniCredit si attende quest’ultimo dato oltre i 3 miliardi di euro, mentre i ricavi dovrebbero attestarsi a 17,1 miliardi di euro. Nel 4° trimestre 2021 l’istituto pubblicherà il nuovo piano strategico.

 

Azioni UniCredit: l’analisi tecnica

L'apertura di oggi ha permesso alle azioni UniCredit di effettuare il test della soglia psicologica dei 10 euro, corroborata dal transito della linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 25 novembre 2020 a quelli del 18 marzo 2021. La rottura di questo livello mette quindi i compratori nelle condizioni di tentare un allungo verso i 10,80 euro, dove passa il livello orizzontale espresso dai minimi del 25 ottobre 2018.

Al momento quindi la struttura tecnica dell’istituto di credito appare improntata al rialzo, e solo una discesa al di sotto dei 9 euro farebbe tornare in vantaggio i venditori, che a quel punto riuscirebbero ad effettuare la violazione dell’importante sostegno espresso dai top dell’8 giugno 2020 e dalla trendline che unisce i minimi del 29 ottobre 2020 e 22 aprile 2021. Operativamente, le strategie di stampo long potrebbero essere valutate da 9,84 euro, con stop loss posizionabile a 9,40 euro e obiettivo a 10,50 euro.

 

 

 

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